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I giardini rappresentano un legame che l'uomo crea per conciliarsi con il mondo esterno e tale loro funzione è cosi spontanea e profondamente radicata,
che si puo dire, non esista civilizzazione che non abbia espresso, sia pure in forme rudimentali, questa elementare aspirazione.

Angela Fariello


IL Giardino e la sua storia

  • I giardini di Ninive e di Babilonia, il giardino delle delizie, l’Eden, sono conoscenze che fanno parte del bagaglio culturale di ciascuno di noi. Non esiste civiltà che non abbia espresso le proprie aspirazioni e la propria cultura attraverso l’arte dei giardini.
    Indipendentemente dalla civiltà e dall’epoca, il giardino è sempre composto di elementi naturali in contrapposizione a elementi artificiali, mentre la predominanza di un elemento o dell’altro varia a seconda del periodo storico e delle mode.
    L’aspetto di un giardino riflette le idee, i gusti e la sensibilità di una nazione così come di un’epoca.
    Nel suo aspetto il giardino è influenzato anche dal clima e dalla vegetazione, ma, a differenza del paesaggio naturale, questi fattori non sono di per sé un limite assoluto.
  • Il giardino rinascimentale italiano dipende fortemente dall’edificio principale, che detta le regole compositive che governano il disegno del giardino. Si può quindi affermare che la norma che presiede alla creazione del disegno del giardino rinascimentale italiano, siano prevalentemente di tipo architettonico. L’ingegno umano e l’artificio prevalgono quindi sulla natura. Quest’ultima infatti è assimilata a un vero e proprio materiale da costruzione, al pari di calce e mattoni. Nel giardino italiano prevalgono simmetrie e geometrie regolari e tutti gli elementi naturali sono piegati a questa regola. E’ un trionfo dell’ingegno umano e del suo dominio sulla natura.
  • Il giardino francese eredita buona parte della tradizione italiana e l’arricchisce di terreni ondulati e grandiose prospettive. Sebbene l’atteggiamento della cultura francese nei confronti del giardino e della natura, sia più “morbido” di quello italiano, è ravvisabile anche in questo caso un trionfo della logica e dell’uomo sulla natura.
  • Il giardino arabo invece si caratterizza per il suo senso di intimità, luogo di ristoro che offre i propri doni e le proprie meraviglie a chi vi risiede. In questo caso l’influenza dei fattori ambientali, climatici prima di tutto, è maggiore che nei due casi precedenti. Sarebbe comunque riduttivo prendere in considerazione solo fattori ambientali per illustrare la genesi del giardino orientale. Esso infatti è frutto di una cultura religiosa, l’islam, che vede nel giardino terrestre una raffigurazione di quello celeste.
  • Il giardino giapponese si configura invece come una rappresentazione ideale della natura in spazi ridotti. Sebbene a prima vista si rimanga colpiti dall’aspetto “paesistico” di questo giardino, non bisogna dimenticare che le regole che presiedono alla sua composizione sono frutto di una tradizione fatta di meticolosità e di una sensibilità artistica tra le più raffinate e stratificate del mondo.
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